Le nuove maniglie Olivari 2026 presentate al Salone del Mobile Milano
Il Salone del Mobile Milano 2026 ha confermato ancora una volta il ruolo centrale del design italiano nel panorama internazionale. Tra i protagonisti più interessanti di questa edizione, Olivari ha presentato una nuova collezione di maniglie che unisce ricerca estetica, innovazione materica e collaborazione con designer di fama mondiale.
Se hai visitato lo stand Olivari in fiera, probabilmente hai già visto queste novità. Se invece non hai avuto modo di andarci, in questo articolo trovi una panoramica completa dei nuovi modelli:
- Six – Draw Studio
- Magma – Patricia Urquiola
- Miss – Philippe Starck
- Rock – Arik Levy
- Intro – Snøhetta
Il modello Six nasce da un concetto semplice ma potente: l’esagono come simbolo di equilibrio e perfezione geometrica.
La maniglia è caratterizzata da:
- una struttura slanciata e leggera
- sei cuspidi che definiscono il profilo
- un linguaggio che richiama gli anni ’50 e ’60
Il risultato è un prodotto che dialoga con il passato senza risultare nostalgico, mantenendo ergonomia e pulizia formale contemporanea.
Olivari Six
Magma – Patricia Urquiola: materia viva e texture sensoriale
Con Magma, Patricia Urquiola porta nella maniglia un concetto quasi scultoreo.
Non si cerca la perfezione, ma:
- superfici vive
- texture irregolari
- memoria del processo produttivo
Come il magma che si solidifica lentamente, la maniglia prende forma in modo organico, trasformando un gesto quotidiano in un’esperienza tattile.
Questo modello è particolarmente interessante per:
- progetti di interior design contemporaneo
- ambienti materici (pietra, cemento, legno naturale)
maniglie di design materiche
Olivari Magma
Miss – Philippe Starck: il gesto prima dell’oggetto
Con Miss, Philippe Starck fa qualcosa di radicale:
toglie peso alla maniglia.
Non nel senso fisico, ma percettivo.
“Non la potenza della forza, ma la forza della delicatezza.”
Questa frase non è solo una descrizione, è una dichiarazione progettuale.
Miss non vuole imporsi nello spazio.
Vuole accompagnare il movimento.
Le linee sono morbide, quasi impercettibili. La forma sembra dissolversi mentre la si usa. È una maniglia che lavora sull’emozione più che sulla presenza visiva.
Perfetta per chi cerca:
- eleganza senza ostentazione
- minimalismo evoluto
- design che si scopre nel gesto, non a distanza
👉 Insight interessante:
È uno di quei modelli che nelle foto sembra semplice… ma dal vivo cambia completamente percezione.
Olivari Miss Starck
Rock – Arik Levy: tra scultura e funzione
Se Magma è materia in trasformazione, Rock è materia che si è fermata nel momento giusto.
Il progetto di Arik Levy si muove su un confine sottile: quello tra oggetto d’uso e scultura.
“Un punto di incontro tra arte, architettura e vita quotidiana.”
E infatti Rock non sembra disegnata per “sparire” nella porta.
Al contrario, sembra voler rimanere.
Le superfici hanno una presenza forte, quasi primitiva. Non sono decorative, sono espressive.
È la scelta giusta quando:
- il progetto ha una forte identità
- ogni dettaglio deve comunicare carattere
- la maniglia non è accessorio, ma protagonista
👉 Visione progettuale:
Rock funziona molto bene in spazi dove il contrasto è importante: superfici lisce + elemento materico forte.
Olivari Rock
Intro – Snøhetta: l’architettura ridotta all’essenziale
Dopo materia ed emozione, arriva il silenzio.
Con Intro, lo studio Snøhetta riporta tutto all’essenziale.
Nessun eccesso. Nessuna dichiarazione forte.
Solo proporzione, equilibrio e precisione.
È una maniglia che sembra quasi inevitabile, come se fosse sempre appartenuta alla porta.
Qui il design lavora per sottrazione:
- linee pulite
- geometrie controllate
- perfetta integrazione architettonica
Intro non cerca attenzione.
Ed è proprio per questo che funziona così bene.
👉 Ideale per:
- architettura contemporanea
- progetti minimal e contract
- spazi dove tutto deve essere coerente e silenzioso
maniglie minimal Olivari
Olivari Intro
Un filo invisibile tra tutti i modelli
Guardando insieme queste nuove maniglie Olivari, emerge qualcosa di interessante.
Non è una collezione casuale.
È un dialogo tra approcci diversi al design:
- Magma → materia e imperfezione
- Miss → gesto e leggerezza
- Rock → espressione e presenza
- Intro → equilibrio e sottrazione
Quattro modi completamente diversi di interpretare lo stesso oggetto.
E questo è esattamente il motivo per cui Olivari continua a essere rilevante:
non produce solo maniglie, ma linguaggi progettuali.

Anch’io sono stato al Salone del Mobile e ho visitato lo stand Olivari, davvero molto bello. I nuovi modelli mi hanno fatto un’ottima impressione, soprattutto alcune novità che dal vivo rendono ancora più che in foto. Mi è piaciuto vedere come continuano a proporre design nuovi senza perdere l’eleganza che li contraddistingue. Ora sono curioso di vedere quando saranno disponibili perché alcuni modelli li prenderei in considerazione per un prossimo progetto.